A mia Madre

 

Giocavo nei mastelli colmi d’acqua fino all’orlo

soffiando sulla schiuma candida

e da essa salivano ricami di bollicine,

con gioia mi perdevo nella bellezza di quell’incanto.

In alto volteggi di uccelli catturavano i miei sguardi,

sbattevano le ali, ed io ne raccoglievo le loro piume

mentre le campane della chiesa annunciavano il vespro.

 

Cercavo all’orizzonte mio padre mentre ritornava dal suo lavoro.. stanco ma felice di essere a casa,

… da lontano scorgevo la sua mano che mi cercava,

mentre mi accoccolavo tra i cesti di biscotti

e di latte appena munto.

 

E quando a sera dentro casa

davanti allo scoppiettare dei legni

mi abbracciavi, fuori milioni di stelle restavano a guardare,

sotto la cenere, o madre giravi ciottoli di legno

e di castagne ardenti,

…ricordo l’incanto scoppiettante del fuoco scintillante.

 

E dell’odore candido dei ceri accesi

sulle balaustre del camino,

…noi piccoli, a contare i semi dei meli e di noccioli di pino,

e vedere come i riverberi del fuoco disegnavano il tuo volto

di solchi scoscesi e labirinti di rughe.

 

Mentre le mie palpebre si impigliavano negli occhi,

…con la magia delle tue storie ci incantavi,

e il sonno mi donavi,

tu che potesti o madre rendermi la vita e le stagioni

come i fiori,

troppo presto hai trovato la quiete delle ombre e dei marmi,

…ma felice hai raggiunto l’altra metà di te

affinché la.. in paradiso sia un’unica cosa con te.

 

 

 

 

©Nicola Paone

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Poesia pubblicata nel SitoWeb della mia amica Daniela, alias Nostalgia

http://www.nostalgiaetenerezza.it