"Tra le parole e l'infinito" - Anno 2005

1° PREMIO SEZIONE POESIA

 

SALVATORE CANGIANI

 

 

 

Partivamo anche noi

 

Partivamo anche noi.

Ferma la zappa

Nella terra cretosa, la chitarra

Muta sospesa ai rami dell’ulivo.

Lasciavamo

Stagioni di cicale.

Stoppie falciate dai venti d’autunno

Alla magra locusta. Alla lucertola

Viscida e verde il muro dirupato

Dell’orto. E rari chicchi

Da spigolare a uccelli di passaggio.

Dentro la carne i brividi salmastri

Del cielo antelucano

Scrutavano lontano

I fiochi lumi della nave grigia

All’incrocio dei mari.

Un miraggio negli occhi e nelle viscere

Lacerazioni e assenze

Di paesi più poveri di voci

Di case spente e tombe senza un fiore.

Ma non salpava l’anima

Da queste pietre dove i nostri padri

Nutrirono col pianto e col sudore

Radici di millenni.

Perciò siamo tornati. Ed alle spalle

Non richiudemmo l’uscio nella notte

D’altre vite randagie a noi fraterne

Per antico dolore.

E dalle coste

Frastagliate d’azzurro, dai dirupi

Roventi di ginestre

Il nostro vecchio cuore

Di emigranti del sud

Scruta naufragi, cerca tra le onde

Il pugno chiuso del bimbo africano

Contro il sole che sorge.

E si fa porto. Si fa pane caldo

Per questo figlio nostro che ritorna.

 

 

 

2° PREMIO SEZIONE POESIA

UMBERTO DRUSCHOVIC

 

Pelle di grano

 


La tua pelle
Era un campo di grano, quella sera,
Una sera calda
Che solo giugno conosce.

 

Scrissi versi per te
Nelle ore del meriggio
Sui grumi di terra
Con sangue di papaveri
E inchiostro di fiordalisi.

 

Mi dicevi: taci, spegni le parole,
Questa poca luce basta
E dice tutto.

 

Aspettammo la sera, senza fiatare,
Con respiro d'erba e cuori di cicale
Palpitanti nell'attesa del buio.

 

Il mondo era altrove.
Solo, fruscio di corvi, nell'aria
Su di noi.

 

Poi
Il tuo afrore di terra.

 

E un affanno di spighe.

 

 

 

 

3° PREMIO SEZIONE POESIA

 

PAOLA BIGI

 

 

Ho camminato . . .

 

 Ho camminato,

sono stata in posti mai esplorati.

Se incontravo un groviglio di rovi . . .

li scostavo,

le mani dolevano ma ne era valsa la pena

perché dietro vi erano nascosti

prati fioriti dai colori e profumi intensi.

 

Ho camminato.

Se vi erano cupi muri innalzati . . .

mi ci arrampicavo sopra

per scavalcarli,

al di là l’occhio si perdeva in

paesaggi dai colori caldi e sfumati.

 

Ho camminato e …

se incontravo un fiume impetuoso,

cantando sulla sua riva

raccoglievo ranuncoli selvatici ed

attendevo paziente che si chetasse.

 

Ho camminato sempre . . .

senza mai allontanarmi . . .

. . .erano i cuori della gente.

 

 

PREMIO DEL PRESIDENTE

 

PIETRO CATALANO

 

Non sempre il dolore

 

Non sempre il dolore

Annega l’anima

Nell’acque profonde dell’oblio.

Davanti alla scogliera di scilla

Guardo l’Isola

Assorta nei pensieri

E l’onde infrangersi

Senza respiro

Sulle rocce imbrunite

E gabbiani cantare

Il loro morire.

Ma gli usignoli

Gorgheggiano ancora a primavera

E giovani madri

Partoriscono gemme di vita.

Non sempre il dolore

Rende fragili, la sera;

il vagito d’un bimbo

è memoria di futuro,

occhi orfani di fanciullo

chiedono solo carezze,

lontano da fredde pareti

bianche, memorie perdute

nell’insonni notti

di luna piena

a vegliare la stanca vita,

unica compagna

una mano stretta alla mia.

                                         

PREMIO DELLA CRIITICA

 

ELIANA OLIVOTTO

 

Fili

 

 Fili di pensieri da liberare in alto,

aquiloni di fragile colore.

Fili da legare stretti, in mano,

per trattenere l'allegria di cento palloncini

che poi lascerò andare, fiori nel cielo.

Fili rossi, per lanciare ami di parole

a chi le sa capire.

Fili tesi a sollevare momenti di malinconia...

Fili forti per cucire mantelli di caldi sentimenti,

fili sottili per ricamare foglie di silenzio,

se la parola taglia ogni legame.

Fili aggrovigliati, quando il buio è troppo nero,

fili riposti, raggomitolati

in un cassetto chiuso da un'antica chiave.

Fili su cui stendo ad asciugare

sogni bagnati nella nebbia della notte.

Fili spezzati,

che solo la memoria annoda.

Fili ondeggianti ancora

alla brezza della sera,

fili trasparenti di luce settembrina,

fili d'erba gialla lucente di rugiada...

Una rete di fili...

per tessere i giorni della vita.

PREMIO SPECIALE PER IL SOCIALE

PIETRO VALLE

 

L’arcobaleno della vita

 

 

Siete voi, bambini,

che dipingete

il nostro avvenire,

trasmettendoci la serenità

e la felicità.

 

Com’è incantevole

seguire con lo sguardo

i colori di un arcobaleno

affacciati nell’infinito

firmamento della vita.

 

Ascoltiamo in silenzio

voci che chiamano da lontano,

grida e pianti di dolore

oltre la vita, oltre l’orizzonte.

 

Teniamoli per mano,

amiamoli i bambini,

se uniranno un girotondo

per noi per sentirsi

uomini del mondo.

 

Diamo a loro un fiore,

regaliamoci un sorriso,

una speranza,

per una vita migliore.

 

Cosi ci insegnò la via il

Signore Redentore,

amarci nell’uguaglianza,

nella fratellanza e

questa è la nostra speranza.

 

  Segue... Anno 2005