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1° PREMIO SEZIONE
POESIA
SALVATORE CANGIANI
Partivamo anche noi
Partivamo anche noi.
Ferma la zappa
Nella terra cretosa, la chitarra
Muta
sospesa ai rami dell’ulivo.
Lasciavamo
Stagioni di cicale.
Stoppie falciate dai venti d’autunno
Alla
magra locusta. Alla lucertola
Viscida e verde il muro dirupato
Dell’orto. E rari chicchi
Da
spigolare a uccelli di passaggio.
Dentro la carne i brividi salmastri
Del
cielo antelucano
Scrutavano lontano
I
fiochi lumi della nave grigia
All’incrocio dei mari.
Un
miraggio negli occhi e nelle viscere
Lacerazioni e assenze
Di
paesi più poveri di voci
Di
case spente e tombe senza un fiore.
Ma
non salpava l’anima
Da
queste pietre dove i nostri padri
Nutrirono col pianto e col sudore
Radici di millenni.
Perciò siamo tornati. Ed alle spalle
Non
richiudemmo l’uscio nella notte
D’altre vite randagie a noi fraterne
Per
antico dolore.
E
dalle coste
Frastagliate d’azzurro, dai dirupi
Roventi di ginestre
Il
nostro vecchio cuore
Di
emigranti del sud
Scruta naufragi, cerca tra le onde
Il
pugno chiuso del bimbo africano
Contro il sole che sorge.
E si
fa porto. Si fa pane caldo
Per
questo figlio nostro che ritorna.

2° PREMIO SEZIONE
POESIA
UMBERTO DRUSCHOVIC
Pelle di grano
La tua pelle
Era un campo di grano, quella sera,
Una sera calda
Che solo giugno conosce.
Scrissi versi per te
Nelle ore del meriggio
Sui grumi di terra
Con sangue di papaveri
E inchiostro di fiordalisi.
Mi
dicevi: taci, spegni le parole,
Questa poca luce basta
E dice tutto.
Aspettammo la sera, senza fiatare,
Con respiro d'erba e cuori di cicale
Palpitanti nell'attesa del buio.
Il
mondo era altrove.
Solo, fruscio di corvi, nell'aria
Su di noi.
Poi
Il tuo afrore di terra.
E un
affanno di spighe.

3° PREMIO SEZIONE
POESIA
PAOLA BIGI
Ho camminato . . .
Ho camminato,
sono
stata in posti mai esplorati.
Se
incontravo un groviglio di rovi . . .
li
scostavo,
le
mani dolevano ma ne era valsa la pena
perché dietro vi erano nascosti
prati fioriti dai colori e profumi intensi.
Ho
camminato.
Se
vi erano cupi muri innalzati . . .
mi
ci arrampicavo sopra
per
scavalcarli,
al
di là l’occhio si perdeva in
paesaggi dai colori caldi e sfumati.
Ho
camminato e …
se
incontravo un fiume impetuoso,
cantando sulla sua riva
raccoglievo ranuncoli selvatici ed
attendevo paziente che si chetasse.
Ho
camminato sempre . . .
senza mai allontanarmi . . .
. .
.erano i cuori della gente.

PREMIO DEL PRESIDENTE
PIETRO CATALANO
Non sempre il dolore
Non
sempre il dolore
Annega l’anima
Nell’acque profonde dell’oblio.
Davanti alla scogliera di scilla
Guardo l’Isola
Assorta nei pensieri
E
l’onde infrangersi
Senza respiro
Sulle rocce imbrunite
E
gabbiani cantare
Il
loro morire.
Ma
gli usignoli
Gorgheggiano ancora a primavera
E
giovani madri
Partoriscono gemme di vita.
Non
sempre il dolore
Rende fragili, la sera;
il
vagito d’un bimbo
è
memoria di futuro,
occhi orfani di fanciullo
chiedono solo carezze,
lontano da fredde pareti
bianche, memorie perdute
nell’insonni notti
di
luna piena
a
vegliare la stanca vita,
unica compagna
una
mano stretta alla mia.

PREMIO DELLA CRIITICA
ELIANA OLIVOTTO
Fili
Fili di pensieri da liberare in alto,
aquiloni di fragile colore.
Fili da legare stretti, in mano,
per trattenere l'allegria di cento palloncini
che poi lascerò andare, fiori nel cielo.
Fili rossi, per lanciare ami di parole
a chi le sa capire.
Fili tesi a sollevare momenti di malinconia...
Fili forti per cucire mantelli di caldi sentimenti,
fili sottili per ricamare foglie di silenzio,
se la parola taglia ogni legame.
Fili aggrovigliati, quando il buio è troppo nero,
fili riposti, raggomitolati
in un cassetto chiuso da un'antica chiave.
Fili su cui stendo ad asciugare
sogni bagnati nella nebbia della notte.
Fili spezzati,
che solo la memoria annoda.
Fili ondeggianti ancora
alla brezza della sera,
fili trasparenti di luce settembrina,
fili d'erba gialla lucente di rugiada...
Una rete di fili...
per tessere i giorni della vita.

PREMIO SPECIALE PER IL SOCIALE
PIETRO VALLE
L’arcobaleno della vita
Siete voi, bambini,
che dipingete
il nostro avvenire,
trasmettendoci la serenità
e la felicità.
Com’è incantevole
seguire con lo sguardo
i colori di un arcobaleno
affacciati nell’infinito
firmamento della vita.
Ascoltiamo in silenzio
voci che chiamano da lontano,
grida e pianti di dolore
oltre la vita, oltre l’orizzonte.
Teniamoli per mano,
amiamoli i bambini,
se uniranno un girotondo
per noi per sentirsi
uomini del mondo.
Diamo a loro un fiore,
regaliamoci un sorriso,
una speranza,
per una vita migliore.
Cosi ci insegnò la via il
Signore Redentore,
amarci nell’uguaglianza,
nella fratellanza e
questa è la nostra speranza.
Segue...
Anno 2005
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